Ultimamente le mie passeggiate preferite non prevedono scarpe scomode o sveglie all’alba per andare ai mercatini. Però la fame di scovare roba vecchia non mi passa mai, quindi ultimamente la mia ricerca si è spostata su Vinted, che è un po’ come un magazzino dell’usato infinito racchiuso in uno schermo.
È un vortice: inizio a scorrere senza una meta precisa e finisco a fissare oggetti che qualcuno ha deciso di scartare, ma che per me hanno ancora un sacco di cose da dire. Compro così, un po’ a scommessa, perché non posso toccare il legno o controllare la stabilità; mi fido solo del mio sesto senso e di foto spesso fatte con i piedi.
Mentre scivolavo tra un annuncio e l’altro, è apparso lui: un tavolino portagioie degli anni ’50/’60. Originariamente aveva anche un carillon, ma della musica non è rimasta traccia se non un piccolo forellino. Per molti sarebbe stato solo un mobiletto rotto e incompleto, per me invece era il progetto perfetto.
Il pacco è arrivato e, ora che ce l’ho davanti, posso dirlo: ha un potenziale elevatissimo. Ha quelle linee tipiche di quegli anni che adoro e, nonostante il carillon mancante, la struttura urla “restaurami”. Non vedo l’ora di metterci le zampe sopra, iniziare a smontare e capire come ridargli dignità. Alla fine, la soddisfazione di aver scovato un pezzo del genere restando comodamente in pigiama è imbattibile.
Passeggiata finita, progetto trovato. Adesso comincia il lavoro vero.
